Fantasy

Perché leggere Harry Potter?

Se lo hai già letto, questo articolo ti sarà utile per un confronto di idee e sei invitatissimo a commentare!
Se non hai letto i libri di Harry Potter, allora sarà utilissimo.
Se hai visto solo i film, che ti siano piaciuti o meno, ti consiglio di leggere i libri ed ora ti spiego perché.

Partiamo dal presupposto che la collana che ho acquistato io (vedi foto) non è più in commercio. La trovate in edizioni differenti, molto più economiche.

Per chi non lo sapesse, Harry Potter è un ragazzino di undici anni che scopre di essere un mago.
Questa idea, molto banale, combinata a quella di una scuola di magia e stregoneria, ha avuto un successo mondiale dirompente.

La Rowling, l’autrice, ha scritto la saga sapendo già quali fossero gli eventi principali ed i personaggi. Non ha quindi allungato il brodo, l’idea le era ben chiara fin da subito.
Questo per quanto riguarda i primi sette libri di Harry Potter, tutto ciò che viene dopo, per quel che mi riguarda, è business.
Ne parleremo dopo con calma.

Non riassumerò la trama, non è l’intento dell’articolo.
Passiamo dunque ad un elenco per punti sul perché leggere Harry Potter:

  • I primi libri sono per tutte le età, mentre i seguenti sono diretti ad un target più adulto. Un bambino leggendo Harry Potter può lasciare libero sfogo alla fantasia, mentre un adulto può immedesimarsi in un genitore che vede suo figlio crescere ed affrontare le difficoltà della vita, piccole o grandi che siano.
  • Ci si affeziona tantissimo ai personaggi, che sono pochi per una saga così lunga, ma buoni, come afferma il detto. I più interessanti, oltre alla triade formata da Harry, Ron ed Hermione, sono sicuramente il professor Silente ed il professor Piton. Per non parlare del cattivo della saga, Voldemort.
  • A proposito, Voldemort è un vero cattivo, caratterizzato bene, con una meticolosa storia alle spalle, assolutamente non banale e molto ben collegata.
  • Gli eventi che avvengono durante la storia sono collegati perfettamente fra loro e coerenti, non ci sono buchi di trama.
    Ci sono poi numerosi colpi di scena che lasciano senza fiato, ma allo stesso tempo non forzati.
    Una cosa che la Rowling non fa è forzare qualcosa, tutto scorre, panta rei!
  • La saga di Harry Potter tratta di diverse tematiche importanti, che smuovono la propria moralità. Parlo del bullismo, dell’emarginazione, dell’ingiustizia, della lealtà, ecc…
  • La scuola di magia di Hogwarts è ben strutturata in tutti i suoi aspetti. Dalla caratterizzazione, alle lezioni, dalle prassi scolastiche, agli eventi. Il che la rende reale, ci vorresti andare almeno una volta nella vita.
    Non a caso, ci sono dei raduni (in Italia e nel resto del mondo) che organizzano degli eventi annuali in cui gli appassionati di Harry Potter si riuniscono e simulano la vita ad Hogwarts.
    Sembra una cosa da poco, ma sinceramente non conosco un altro raduno simile al mondo.
    Tanto di cappello alla Rowling da questo punto di vista, che ha saputo creare un mondo coinvolgente, appetibile e realistico per quanto magico, che vorremmo vivere, ma non possiamo… siamo solo babbani!
  • Il contrasto fra il bene ed il male è evidente, ma non segue una visione semplicistica. Essi si intrecciano, lo stesso Harry si rende conto di come il confine fra i due sia labile, essere buoni o cattivi è una vera e propria scelta.
    I personaggi, da questo punto di vista, sono molto umani e presentano entrambi i lati, come ognuno di noi.
    La Rowling ci vuole insegnare che non siamo perfetti, commettiamo tanti errori, ma spetta a noi decidere se fare ammenda o perpetuarli consapevolmente. 
  • Non vi annoierete mai a leggere Harry Potter e non vederete l’ora di leggerlo in ogni momento libero che avete.
    Una pagina tira l’altra, la seconda volta che ho letto la saga ho impiegato due mesi a terminarla, compreso “l’ottavo” capitolo.
  • Harry Potter ha un effetto rasserenante, vi sgombera la mente.
  • Se siete adolescenti questa è la vostra saga, imparerete a cavarvela in alcune vicende che sono trattate nei libri, come i problemi d’amore, i litigi con gli amici e con i nemici, potete trarne spunto.
  • La vostra mente si espanderà divenendo più aperta a nuove realtà, più malleabile e più serena.
    Degli studi scientifici hanno dimostrato che gli amanti di Harry Potter sono più socievoli del comune.

Ora vediamo quali sono i difetti della saga…

  • I primi libri sono evidentemente meno approfonditi e curati (fino al terzo).
    Basti guardare il numero di pagine dal quarto libro in poi per capire di cosa parlo. Non sempre la lunghezza di un libro determina la sua qualità, ma in questo caso è così.
    I primi tre libri hanno una trama lineare e scorrevole, che dice lo stretto indispensabile, magari dedicando troppo tempo ad alcune parti e troppo poco ad altre.
  • Una nota negativa in tal proposito è la storia d’amore fra Harry e Ginny, quella che dovrebbe essere LA storia d’amore della saga.
    Ci sono rimasto malissimo quando ho riletto i libri. È tirata via. È travolgente fino a un certo punto, ti attrae e poi, come d’incanto, la magia svanisce lasciandoti a bocca asciutta. Peccato.
  • Alcuni aspetti, come dicevo prima, potevano essere trattati meglio.
    Ciò che intendo è che il mondo della Rowling è talmente vasto, nonostante sia così semplice, che è un peccato aver tralasciato alcuni aspetti (secondari, sia chiaro), in sospeso.
    Chi ha già letto la saga capisce cosa intendo, parlo ad esempio di approfondire alcuni personaggi come Malocchio.
    Non è un caso che siano nate migliaia di fan fiction, alcune parecchio discutibili, che hanno ripreso questi temi.
  • Ora veniamo alla parte più critica dell’articolo: l’aspetto economico.
    Io ho sempre sostenuto che tutti i libri venuti dopo la saga, da Animali Fantastici alla storia del Quidditch, siano stati un mero strumento per arricchire la nostra autrice e chi orbita intorno a lei.
    Ho capito tutto questo da quando il settimo film è stato diviso in due parti. Potevano tranquillamente farne uno, più lungo, che non avrebbe raggiunto la durata di un film del Signore degli Anelli.
    Sempre più persone si stanno convincendo della bontà della mia analisi, specialmente dopo avere visto al cinema Animali Fantastici.
    Non è un caso che la Rowling sia la donna più ricca d’Inghilterra.
    Non è un caso che continui a sfornare libricini ed opere teatrali irrisorie.
  • Parlando di “opere” teatrali, veniamo all’ottavo libro di Harry Potter (ah, già, uscirà nel 2019 il film dedicato, quasi dimenticavo…), un mangia soldi.
    “Harry Potter e la Maledizione dell’Erede” lo puoi leggere in un giorno e sono serio.
    La prima volta che l’ho letto ho impiegato una settimana, la seconda tre giorni. Eppure, costa come un normalissimo libro…
    La trama è banale, tirata via, poco incisiva e scontatissima, non innovativa.
    Si palesa la non volontà della Rowling di scrivere, se passa da una lunga saga di romanzi al teatro, un motivo ci sarà.
    Ciononostante l’autrice è molto attiva per quanto riguarda i film, chissà perché…
  • A parte il fattore business, che mi fa davvero innervosire, non ci sono altre critiche importanti da esporre.
    Certamente ognuno avrà delle parti che non ama della saga, è umano, specialmente vista la lunghezza.
    L’unico rammarico è quindi quello economico, dettato da un mondo culturale ormai basato sul successo e sull’arricchimento. Questo dispiace.
    So benissimo che la Rowling è sempre stata attivissima nei confronti dei fan, ha creato anche un sito dedicato a loro, a noi, che afferma di gestire lei.
    Io non metto in dubbio la sua gratitudine nei confronti di chi l’ha sostenuta, d’altronde la sua umiltà è sempre stata una sua peculiarità.
    Io metto in dubbio il fatto che si continui a credere che quello che la Rowling fa sia legato al suo amore per la saga. Per me tirare via non è amore.
    Rendiamoci conto che un libricino come “Animali Fantastici e dove trovarli”  ha dato vita a una trilogia cinematografica! Stesso meccanismo dello Hobbit, uguale identico, il cui risultato è stato ovviamente disastroso.
    Ciò che mi indispettisce ancora di più è che “Animali Fantastici” rovina la figura di Silente, il personaggio più complesso di Harry Potter.

Che enorme peccato, pensare a questi meccanismi mi mette a disagio, mi provoca un enorme dispiacere, visto che con Harry Potter ci sono cresciuto.
La prima volta che l’ho visto al cinema avevo cinque anni e ho pregato mia madre di portarmi a vederlo. L’ho convinta e l’abbiamo visto dalla PRIMA FILA, con il cinema pieno.

Tornando al focus dell’articolo, ci tengo a sottolineare che se non avete letto i libri avrò trasmesso pochissimo della bellezza del mondo di Harry Potter.
Solo gli stessi libri potranno farvi capire ciò che cerco di dire in poche righe.
Ci sono delle ambientazioni magnificheche lasciano con il fiato sospeso. Penso solo al Torneo Tre Maghi, alla partita agli scacchi dei maghi del primo film.

A proposito di film, a mio avviso sono molto belli e fedeli quasi sempre ai libri (il sesto è quello che si discosta di più, rimane tuttavia il mio preferito).

Concludendo, nei libri ci sono tante insidie che i protagonisti devono affrontare ma non sono forzate, sono ben collegate e ti attirano nella narrazione.
Potrei fare altri mille esempi per dimostrarvi quanto Harry Potter sia una saga fantastica in tutti i sensi, ma non riuscirei comunque a rendere l’idea.
Chi conosce il mio blog sa che i miei giudizi non sono casuali.
Ciò che a me interessa quando mi approccio ad un libro, a un film, è provare emozioni.
Ebbene, Harry Potter me ne ha fatte provare tantissime.

Alla prossima!

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43 risposte »

  1. Chissà se è stata pagata pure una sterlina a parola, dato che i libri si sono ingrassati un po’ sul finale… l’ultimo aveva tutta la prima parte un po’ lenta, tutto quel… “campeggio” è stato un po’ esagerato 😛

    Comunque, serie molto divertente da leggere, nonostante il quarto libro (in cui Voldemort, col suo piano, mostra come il discendere da generazioni di incesti non faccia bene nemmeno ai maghi ^^ ).

    Tornando al discorso monetario, non vedo perché prenderla male: in ambito artistico, è raro che le motivazioni siano pure. Nel Rinascimento come al giorno d’oggi.
    Avrà anche voluto raccontare una storia su un mondo di maghi, ma il desiderio di pagarsi i conti avrà certamente influito. Certo, poi ci ha preso gusto, sarà successo dopo aver comprato il suo primo castello, e visto che non le è riuscito di ripetere la magia (il seggio vacante è stato molto criticato e i libri sotto pseudonimo hanno venduto, ma non così tanto quanto “HP e i merchandising della Warner”).

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    • Dicevo, visto che non le è riuscito di ripetere la magia, avrà deciso di tornare a ciò che di suo ha avuto davvero successo.
      Preoccupati solo quando usciranno altri suoi pseudobiblia, tipo “A merenda con la Morte” (se ricordo bene, dal secondo libro, la camera dei segreto). 😛

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    • Sicuramente la Rowling non è stata l’unica ad arricchirsi e non è sbagliato farlo, ognuno ha la sua etica.
      Dispiace molto che lei stessa sia l’autrice della rovina della sua saga.
      Ti faccio un parallelo con Tolkien: per anni non ha pubblicato i suoi libri perché voleva che fossero un unico volume e non tre (più soldi per gli editori), perché per lui doveva essere così.
      Invece il Silmarillon non lo ha proprio pubblicato, perché gli editori volevano modificarlo e lui no. Il problema è stato poi risolto dal figlio

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      • No dai, non la penso così, povero.
        Secondo me il figlio (nominato da Tolkien senior suo erede, da nessun altro) ha fatto il massimo che potesse, raccogliendo tutto ciò che ha trovato degli scritti del padre e dandogli una coerenza.
        Proprio un mese fa è uscita la caduta di Gondolin e lui a 93 anni ci ha tenuto a completarla, per finire definitivamente il lavoro del padre.
        Chi glielo fa fare di scervellarsi a quell’età, se non la passione? Stiamo parlando di un’opera complessissima.

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      • E il risultato è stato altalenante: certe parti del Silmarillion sono un massacro, da leggere -_-
        Poi non so come siano le leggi inglesi sull’eredità, magari avrebbe comunque avuto la procura…

        Diciamo che tendo a contestare la tendenza degli eredi di chiunque a frugare persino nel cestino o tra i temi delle elementari, in cerca di un nuovo inedito 😛

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      • Concordo sul Silmarillon, il fatto è che è stato scritto così, è ostico come Tolkien lo ha reso. Per questo non volevano pubblicarlo le case editrici. Il figlio lo ha “riordinato”.
        Il libro non è un romanzo, è quasi un’antologia, Tolkien voleva così

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  2. Mi sono approcciata al mondo magico di Harry Potter guardando il primo film (in vhs pensate!) e da lí mi sono appassionata, ho cominciato a leggere i libri tutti di un fiato, da quel momento i film hanno perso il loro fascino. È proprio vero che i personaggi e gli ambienti raccontati e immaginati fra le pagine dei libri hanno tutto un altro sapore. Non che i film siano da buttar via per carità! Stasera, guardare il principe mezzo sangue, è stato come guardarlo la prima volta, quando finisce ti dispiace tornare alla realtà. Cose da potteriani lo so!
    Pensavo di andare a vedere Animali Fantastici, ma dopo quello che hai scritto ci penserò, non vorrei sfatare un mito.

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  3. E’ un articolo interessante, ma volevo correggerti su Animali Fantastici. Saranno addirittura cinque i film, altro che trilogia. Mi sarei evitato la critica a “Lo Hobbit”, di cui trovo molto piacevole la trasposizione nella trilogia cinematografica.
    Per quanto riguarda il business della Rowling sono d’accordo. PIù che non voler scrivere, sta scrivendo dei Gialli, ma per quanto riguarda la saga di HP sta cercando solo di espandere il merchandise.
    Mi sarebbe piaciuto avesse scritto davvero dei romanzi per Animali Fantastici, ma questa è la solfa.

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    • 5 film! Sono sconvolto…
      Per quanto riguarda lo Hobbit ho apprezzato in parte i film, sono sicuramente superiori rispetto ad Animali Fantastici.
      Peccato che non abbiano nulla a che vedere con il libro e che siano stati inventati personaggi ed eventi.
      Mentre il Signore degli Anelli mantiene una coerenza nel modo in cui è girato, lo Hobbit mi sembra una trilogia basata su effetti speciali, acrobazie e quant’altro.
      Ti ricordo ad esempio la scena in cui Bard, a tutta velocità, cerca di raggiungere i suoi figli prima che vengano uccisi da un mostro fatto pure male.

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      • Beh… Secondo me non è un aspetto fondamentale la fedeltà a un libro. Accetto anche opere che si limitino a “prendere ispirazione” se son fatte bene. Vedi Game of Thrones che, dopo la quarta stagione, racconta tutt’altre storie rispetto a quelle dei libri.
        Secondo me son fatti bene i film, anche se non c’è la stessa cura del particolare che c’è ne “Il Signore degli Anelli”. Ma, come film di intrattenimento, li trovo all’altezza delle aspettative.

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      • Il problema è che non devono essere da intrattenimento, lo Hobbit è la pietra miliare del fantasy, non puoi trattarlo come uno strumento commerciale.
        È come se facessero una serie tv sulla divina commedia trasformando il mondo dantesco in un action movie!
        Non me lo voglio nemmeno immaginare.
        Per il resto anche io li ho trovati in un certo senso gradevoli, ma di certo non hanno niente a che vedere con Tolkien

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  4. Ho la tua stessa edizione dei libri! Pensa che i primi sono talmente vecchi che Corvonero era tradotto ancora come Pecoranera. Ho letto La Pietra Filosofale che avevo 8 o 9 anni, credo, me lo regalarono i miei appena uscì; non era ancora il fenomeno mondiale che sarebbe poi diventato, ma fu il primo romanzo che abbia mai letto e mi segnò per sempre. Gli ho dedicato un articolo l’anno scorso, in occasione del suo ventesimo compleanno, te lo link se ti interessa: https://chestoftalesblog.wordpress.com/2017/06/26/harry-potter/

    Per quanto riguarda l’aspetto commerciale, non mi sento di criticare così aspramente la Rowling. Animali Fantastici è un progetto che amplia ancora di più il suo universo, può piacere oppure no (a me tutto sommato è piaciuto, credo di essere l’unico al mondo), ma come operazione è del tutto lecita. Non capisco perché dici che abbia snaturato la figura di Silente, a me è sembrato molto coerente con quello che abbiamo visto nei romanzi, e anche Jude Law l’ho trovato perfetto e molto in parte. Insomma, secondo me per ora si sta evitando l’effetto Hobbit (quello sì, pura operazione commerciale, allargare una favola in una trilogia da 2 ore e passa l’uno). Alcuni dei libri che ha scritto sul lore di Harry Potter, poi, sono stati senza scopo di lucro: cose come Animali Fantastici o Il Quidditch attraverso i secoli hanno devoluto il loro ricavo in beneficenza.

    Hai letto la saga di Cormoran Strike? Se ti manca te la consiglio molto, ha uno stile piuttosto diverso da Harry Potter, ma dimostra di avere ancora molto da dire anche al di fuori dall’universo di Hogwarts (per fortuna).

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    • Non so se hai letto il commento di Giovanni, ma lui evidenziava che faranno 5 film su animali fantastici, 5!!!
      Su un libro più corto dello Hobbit fra le altre cose (pertanto a mio avviso hanno fatto decisamente peggio).
      Come dicevo sempre con Giovanni, il film può essere guardabile, ma se devia dalla trama originale e lo fa per motivi economici è una vera disdetta.
      Per quanto riguarda il tuo articolo è molto bello, la tua passione è evidente. Come a te, a me Harry Potter ha trasmesso tantissimo, a volte mi chiedo cosa saremmo se non conoscessimo queste grandi serie.
      Pensa se il signore degli anelli non esistesse! Per fortuna non è così!

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      • Mah, non essendo un adattamento del libro, che non ha una trama, non è un’opera di narrativa, l’operazione cinematografica, per quanto lunga, non mi dà fastidio. L’accusa che gli muovo io è di avere scelto il protagonista sbagliato per la storia sbagliata: se l’intento era di raccontare la storia di Grindelwald non c’era bisogno di scomodare Newt e gli animali fantastici, che già nel secondo entrano nella trama tirati un po’ per i capelli. Avrei visto bene qui un altro protagonista e magari Newt al centro di un one-shot, come stanno facendo per Star Wars. (stavano, mi sembra si siano arenati dopo Solo).

        Sarebbe terribile! Oltretutto piangere per tutta l’ultima mezz’ora del Ritorno del Re è una cosa che adoro, non puoi tirarmela via!

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  5. Beh, oltre che al business, un mondo più lo arricchisci più sembra reale, quindi cosa fai? Beh innanzi tutto vediamo di scrivere un libro che spiega meglio la storia del Quidditch che è uno sport che va forte tra i maghi (come da noi va forte il calcio… guarda un po’ te…), poi scriviamo un bestiario… eccetera, inoltre J.K. Rowling sapeva già che questa serie avrebbe fatto successo quindi aveva già tutto preparato, infatti alla fine il libro sul Quidditch e Animali Fantastici e dove trovarli è solo marketing.
    A me Harry Potter è piaciuto, piace ancora e non mi dispiacerebbe rileggerlo, i libri a mio parere sono meglio dei film. Immaginati che all’inizio non mi interessava minimamente leggerlo, poi però ad un Natale ho ricevuto in regalo il primo libro… e beh che fai? Non continui la saga? E quindi… finivo un libro dopo ci vedevamo il rispettivo film.

    Spero di essere stato chiaro, nel caso contrario fatemelo sapere 😆

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  6. Confesso di non aver mai letto le opere della Rowling, ma solo di avere visto i film, compresi gli ultimi due tratti dal libro “Animali Fantastici”. Devo ammettere – basandomi sulla visione cinematografica – che l’autrice è riuscita a fondere molto bene il mondo dei maghi con quello dei babbani: già in passato, infatti, erano state scritte opere aventi come oggetto scuole di magia (tanto per citarne una, «Il Mago» di Ursula Le Guin, che consiglio a tutti di leggere), tuttavia queste erano ambientate in mondi fantastici, non nella nostra Terra e nella nostra epoca. Per quanto riguarda la questione economica, inutile girarci troppo attorno: al di là delle motivazioni personali che spingono ciascun autore a scrivere, mi sembra inevitabile che un fenomeno mondiale (anche a livello economico) come quello di Harry Potter non possa lasciare indifferenti e che questo spinga un autore a continuare su un percorso già rivelatosi fruttoso. Ovviamente ciò non significa che il livello delle opere possa o debba restare lo stesso di quelle precedenti: Tolkien, per esempio, iniziò a scrivere un seguito del Signore degli Anelli, intitolato “La Nuova Ombra”, ambientato nella Quarta Era, ma lo abbandonò subito, insoddisfatto di una Terra di Mezzo nella quale la magia degli Elfi era ormai svanita. Personalmente ho trovato i due film tratti da «Animali Fantastici» anche più divertenti di quelli tratti da Harry Potter; mi rendo conto, tuttavia, che si tratta di un gusto personale, che come tale non può essere discusso.

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  7. Un articolo molto bello. Come una appassionata della saga di vecchia data, condivido molto volentieri quello che hai scritto. Solo alcuni piccoli commenti:
    1) Animali fantastici, come la storia di Quidditch o le raccolta delle fiabe dei maghi sono stati scritti e pubblicati con lo scopo di beneficenza. Ogni libro porta questa scritta che i soldi ricavati dalla vendita sono destinati a un’associazione di beneficienza (non mi ricordo adesso il nome, lo devo cercare). Però l’opera teatrale, come i cinque film tratti dagli Animali fantastici (e che comunque, a quanto pare, avranno sempre meno legame con il libricino di Newt) sono stati pensati con solo scopo di guadagno. È una franchise che si vende e si vende bene. Quindi per evitare il calo di interesse inventeranno sempre le cose nuove, ad infinitum. Purtroppo. Dovrebbe aver messo il punto finale con l’ultima riga dei “Doni della Morte”.
    2) il numero di pagine che cresce con ogni libro… ricordiamo che i libri sono scritti quasi a 100% dal punto di vista di Harry. Vediamo e sappiamo quello che vede e sa lui. Nei primi libri Harry è un ragazzino, crescendo diventa sempre più consapevole del mondo attorno, quindi insieme a lui crescono anche le storie, la loro complessità e sì, anche il volume.

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    • Grazie mille per aver commentato,
      Sono felice che tu abbia delle informazioni che non ho, grazie per averle condivise.
      Riguardo al numero di pagine non credo che sia quello il motivo. Lo stile è rimasto lo stesso (se Harry cresce, secondo questo ragionamento, cambia anche lo stile), mentre è aumentata la cura degli aspetti del mondo potteriano.
      Credo che in tal senso la Rowling abbia avuto delle influenze esterne.
      Lei ha sempre dichiarato che non si sarebbe mai aspettata così tanto successo, ha adeguato la sua scrittura inizialmente minimal, ovviamente secondo me

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      • Penso che tutti e due aspetti non sono da escludere. Harry cresce e nota di più – quindi ci sono molti dettagli assenti nei primi libri (da piccoli accettiamo il mondo cosi com’è e non facciamo molte domande), dall’altra parte – non poteva rivelare certe cose dall’inizio per non rovinare le grandi scoperte degli ultimi libri. Ma adesso, rileggendo e ripensando, penso che anche tu hai ragione dicendo che è stata influenzata dal successo dei primi romanzi. Comunque, lo stile rimane sempre suo, è vero, ma il tono diventa sempre più scuro: Rowling non ha paura di parlare della morte, del dolore, della sofferenza con i suoi lettori, e pian piani che crescono (e i primi lettori della saga crescevano insieme agli eroi) va sempre più in fondo, lasciando indietro il mondo “bianco-nero” del primo libro (b/n in senso che c’è una differenza molto più spiccata tra i personaggi buoni e cattivi).

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  8. Ciao Federico, premesso, trovo che il tuo blog sia una piacevole scoperta :), nonostante il business e probabilmente l’impossibilità per chiunque voglia condividere la propria arte (almeno inizialmente ma forse anche poi…) di accettare qualche compromesso, le ragioni per amare la saga di Harry Potter si perderebbero nella sabbia del tempo; personalmente, proprio come te, apprezzo le emozioni e la capacità -dello scrittore- di trascinarmi letteralmente – in un mondo altro – nonostante i piedi ben piantati sul pavimento del mio salotto, una buona storia deve diventare una storia intima e personale, una storia da poter sentir vicina e nella quale, nonostante gli elementi fantasy e la grandissima immaginazione, ci si possa riconoscere, rispecchiare e trovare delle conferme alla nostra inguaribile sete di avventura, curiosità e magia…
    al prossimo articolo, buona serata!

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    • Ciao,
      Ti ringrazio tantissimo per i complimenti e ti posso dire che condivido in pieno il tuo pensiero.
      Harry Potter è il classico libro da leggere davanti a un camino, su una comoda poltrona, mentre fuori nevica.
      P. S: non riesco ad accedere al tuo sito, lo stai sistemando?

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      • Mi piacciono la scelta grafica, mi interessano gli argomenti che tratti, e il modo, se mi concedi il termine, – poco filtrato – con cui li argomenti.

        A dirti la verità, non so perché hai avuto difficoltà nell’accedere al mio blog; probabilmente non sono ancora molto pratico dei meccanismi online e magari ho impostato qualcosa in maniera erronea; ho fatto molta più pratica con la carta che con le schermate d’avvio 🙂 ma spero che eventuali difetti, troveranno una risposta… intanto grazie per – il tentativo visita- … a presto!

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  9. È la terza volta che provo a scrivere un commento, ma vabbè… Speriamo che questa sia la volta buona e che la connessione non salti.
    Dunque, come fan della saga (fino al settimo volume, s’intende), capisco quello che provi. Poi certamente alcune tue motivazioni sono soggettive, ma direi che mi trovo abbastanza d’accordo con te. Non la penso allo stesso modo, però, sulla saga cinematografica di “Animali fantastici”: per me non è solo un business, J.K. Rowling – come al solito – avrà delle idee precise che sta cercando di sviluppare. Forse è discutibile il suo modo di fare la sceneggiatrice, ma le buone intenzioni, narrativamente parlando, ci sono…
    Quello che io ho mal tollerato, oltre alla divisione in due parti dell’ultimo film (che peraltro non ci ha mostrato dei particolari importanti, e meno male che avevano a disposizione più di quattr’ore!), è la diffusione del copione de “La maledizione dell’erede”, con annessa inclusione nella saga principale, e adesso la pubblicazione delle sceneggiature dei film di “Animali fantastici”. Lasciamo perdere il fantomatico libretto di Newt Scamander, che esisteva già da prima e del quale il ricavato è andato in beneficenza, quindi ha tutto il senso di esistere… ma questa roba cos’è? A che serve? A speculare facendo leva sulle debolezze di una parte del fandom, questa è la verità. E non è bello, a mio avviso.

    P.S. Posso chiederti cosa non ti va giù della rappresentazione di Silente in “Animali fantastici”?

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    • Scusa se ho letto solo ora, apprezzo molto che tu abbia commentato dopo un bel po’ che ho pubblicato l’articolo.
      Putroppo non riesco a pensare che la Rowling non abbia badato al denaro, nonostante la beneficenza. Questo perché ha oggettivamente abbassato il livello della saga e del mondo di Harry Potter, sia dal punto di vista dei film, che dei libri. Nessun autore al mondo sarebbe così masochista, deve avere un tornaconto per forza di cose.
      Per quanto riguarda Silente, c’è una differenza enorme fra quello dei libri e dei film di HP e quello di Animali Fantastici, proprio globale. Forse perché lo interpreta Jude Law, mi sembra un piacione più che un grande mago. Quando si vedono anche i flashback, nei film, dove Silente va a trovare Tom Riddle, è già molto saggio e praticamente identico a quello di anni e anni dopo. È vero che all’epoca di Animali Fantastici è diverso, ma non così tanto!

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      • Non preoccuparti per il ritardo nel leggere il mio commento!
        Sì, è ovvio che ci siano ragioni di guadagno, precisavo solo che un impulso creativo esiste, almeno secondo me. Poi che Rowling e chi le sta attorno stiano pensando ad arricchirsi, credo proprio non ci siano dubbi!
        Silente non l’ho percepito così diverso, forse perché passano tanti anni tra le due saghe e inconsciamente ho giustificato i cambiamenti… ma grazie per avermi spiegato il tuo punto di vista, confrontarsi è sempre bello 🙂

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