Intervista al doppiatore dei Fuori Sync Alberto Pigliapochi

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Ciao Albi e benvenuto sul mio blog! Come prima domanda ti chiedo cosa sono i Fuori Sync.

I fuori sync sono l’espressione che si usa nel doppiaggio per indicare quelle battute che non coincidono con l’anello sonoro. Ciò significa che quando un attore dice una battuta al di fuori dell’anello, proiettato insieme alla scena, va fuori sync.
Quindi o la dice troppo lunga o troppo corta o sbagliata. L’attore perciò sfasa e non centra il ritmo della battuta.
Questo è il significato etimologico.
Nel nostro caso sta ad indicare uno stato di desincronizzazione mentale, dal momento che noi facciamo lavori parodistici applicati a dei film reali, con un umorismo che va al di fuori dei soliti schemi.
Per questi motivi abbiamo deciso chiamare così il nostro canale YouTube.

Siete composti da 5 membri, giusto?

Sì, ci siamo definiti nel tempo, ma non siamo sempre stati cinque.
L’idea del progetto è nata da me. Successivamente chiesi la collaborazione di Gianluca Dell’Arso, molto bravo dal punto di vista recitativo, il quale dispone di uno studio di registrazione in casa sua.
Ho pensato di unire l’utile al dilettevole.
Lui si è diplomato nella mia accademia e cercava di collaborare con aspiranti doppiatori come me per ridoppiare il film Revolutionary Road.
Inizialmente eravamo quindi in due a formare i Fuori Sync.

Ho notato che utilizzi degli accenti particolari quando parli e immagino siano quelli che noi tutti dovremmo usare. Sbaglio?

No, è così. Quando parlo a volte mi sfottono perché cambio le flessioni dialettali del posto in cui vivo, basandomi sui reali accenti delle parole.
Tutte le volte che guardi un film al cinema non ci fai caso, perché lo vedi come qualcosa di distante da te.
Se però una persona parla con degli accenti “strani”, che non senti tutti i giorni, lo noti subito.
Inizialmente mi sentivo a disagio, perché mi prendevano in giro nonostante fossi nel giusto. Ho sempre saputo però che per imparare bene gli accenti e trasformare questo processo in un automatismo dovevo parlare con la dizione corretta quotidianamente. All’inizio è stato difficile.

A tale proposito voglio chiederti perché non è semplice doppiare, anche se a chi è esterno a questo mondo può sembrarlo. Quindi quali sono le difficoltà nel doppiaggio che una persona qualsiasi non potrebbe affrontare senza un meticoloso studio?

Innanzitutto le persone hanno questa idea perché vedono che molti personaggi con poco talento ce la fanno ad avere successo. Per cui credono che un attore valga l’altro. Ma non è così e lo stesso vale nel doppiaggio.
Si pensa che il doppiaggio consista nel “fare la vocina”, copiare l’attore che parla, ma non basta.
Allo stesso modo, una voce bella da ascoltare non è sufficiente a renderti un bravo doppiatore, è un po’ come pensare che chi è bello può compiere la scalata sociale grazie al suo vantaggio estetico.
Ci sono tanti doppiatori famosi con una voce orribile, magari nasale e stridula come quella di Mino Caprio, il doppiatore di Peter Griffin, che sono però bravissimi.
Quindi conta sempre cosa sai restituire, altrimenti tutti saremmo doppiatori.

Nel mio campo c’è poi tanta gente che si sopravvaluta per diversi motivi, spesso e volentieri è un mondo allo sbaraglio. Tre quarti delle persone del mio corso di doppiaggio non capivano cosa volesse dire diventare dei bravi doppiatori. Erano lì perché gli piaceva una serie tv, perché credevano di avere una bella voce, ma non ho visto in loro la mia dedizione.
Pagavano per frequentare il corso, commettevano degli errori che gli insegnanti correggevano, ma non si impegnavano per migliorare. Questo perché la gente è abituata a volere tutto subito, senza sacrifici.

C’è poi la percezione che non si faccia fatica a doppiare, che non sia un vero lavoro.
Anche noi fatichiamo, specialmente mentalmente.
Purtroppo la mia arte, che è bellissima, è bistrattatata e ciò mi dispiace.

Possiamo proprio dire che il doppiaggio è un’arte essenziale, perché uno che capisce solo l’italiano non sarebbe in grado di seguire un film in lingua originale.

In realtà può sempre vedere un film sottotitolato. Ma quando guardi un film cerchi di capire ciò che un attore ti vuole comunicare.
Se non conosci la lingua del film non comprendi ciò che l’attore ti vuole trasmettere, non provi le giuste emozioni.
Allora il doppiaggio è cultura, è un modo per restituire qualcosa che altrimenti non verrebbe restituito.
Questo punto di vista le persone non lo colgono normalmente, si soffermano su ciò che dice l’attore.
Per non parlare del fatto che passi più tempo a leggere i sottotitoli che a guardare il film.
Il doppiaggio ti porta dei messaggi. Poi è ovvio, non sempre i doppiatori rendono come gli attori.

In sostanza possiamo concludere che il luogo comune per cui i doppiatori non faticano è falso. Voi vi date da fare eccome!

Assolutamente. Pensa solo a quante produzioni ci sono all’anno fra film, documentari, serie televisive, cartoni animati… La mole di lavoro è immensa.
Dobbiamo quindi essere bravi e chiudere ogni battuta in tre occhiate.
Nella prima osservi la scena e il tuo personaggio.
Al secondo giro devi già provare la battuta, muta. Senti quindi il sonoro in cuffia e vedi la scena sul proiettore.
Al terzo giro devi già incidere e non puoi sbagliare, altrimenti diventa un lavoro eterno.
Mi ricordo invece che quando ero a scuola dovevo aspettare decine di minuti prima che alcuni terminassero la loro battuta, era estenuante.

Quindi mi sembra di avere capito che tu hai imparato di più da solo e con il tuo mentore, che a scuola di doppiaggio.

Esattamente. Ho imparato tantissimo esercitandomi a casa, sulla modulazione della voce, sul respiro…
Un altro esercizio è leggere, guardare il muro e tornare sulla riga che stavi leggendo poco prima. Ti assicuro che non è semplice!
L’accademia purtroppo non mi ha dato modo di confrontarmi con i miei errori e con i miei limiti. Eravamo troppi, ci trovavamo una volta alla settimana e doppiavamo tutti la stessa scena.
Solo chi andava per primo era avvantaggiato, perché si esercitava sul serio.
Gli altri invece dicevano una battuta ripetuta già mille volte e spesso dovevano rifarla perché la sbagliavano. In sostanza lavoravi poco.
Dovevo anche sopportare prove e prove di persone che non volevano imparare a doppiare quanto lo volessi io.
È stato frustrante per me.

Oltre a questo, il corso costava tanto?

Sì e come ho detto era una sola volta alla settimana.
Nonostante ciò gli insegnanti erano bravissimi. Peccato perché eravamo troppi nel corso, mi sarebbe piaciuto essere più seguito.

Quindi a un aspirante doppiatore cosa consiglieresti di fare?

Gli consiglierei di optare per una scuola di teatro. La formazione teatrale ti prepara a trecentosessanta gradi. Impari a diventare un attore che può recitare in teatro, in tv, in radio, ma allo stesso tempo impari anche a doppiare. I più grandi doppiatori italiani hanno una formazione teatrale.

Tornando al canale. Voi avete pubblicato diversi video e ho notato che avete doppiato dei film fantasy e di fantascienza, che sono alcuni degli argomenti trattati nel mio blog. Ti voglio perciò chiedere: che differenza c’è fra doppiare un film di questo genere e uno che appartiene, ad esempio, al dramma?

Fondamentalmente non ci sono differenze fra i generi.
Se un film è un buon prodotto lo è indipendentemente da cosa tratta.
Le differenze che riscontri stanno nel calarsi in atmosfere che richiamano tempi antichi. In tal caso non devi risultare troppo moderno in ciò che dici. Poi anche il copione deve essere ben scritto.
Quando abbiamo doppiato Il Signore degli Anelli abbiamo cercato di adoperare un tono aulico, di un tempo passato, medioevale. I termini sono più formali, perciò la difficoltà sta nel distaccarsi dal linguaggio di tutti i giorni.
Per Venom invece, che appartiene al mondo della fantascienza, non è stato difficile doppiare perché il linguaggio è quello corrente.

Perciò possiamo dire che la difficoltà del doppiaggio non sta nel genere, ma nell’ambientazione?

Sì, anche se il lavoro sporco lo fa l’adattatore, colui che traduce i film.
Tu devi limitarti a trovare il senso delle parole che devi doppiare.

In generale c’è un genere che preferite doppiare?

Ti dirò, è indifferente, perché per noi spaziare fra i generi è come andare al parco giochi.
A me è sempre piaciuto il doppiaggio in generale, ti permette di essere tre o quattro persone diverse nell’arco della giornata, ma alla fine torni sempre te stesso.
Questo è straordinario, è un modo di viaggiare non convenzionale.
Poi è importante spaziare fra i generi dal punto di vista formativo e quindi lavorativo. Più personaggi sai doppiare, più generi conosci, meno paletti hai e quindi più possibilità hai di essere chiamato.

Per scendere nel dettaglio ci sono tre tipi di doppiaggio.
I cartoni animati e i videogiochi sono i più facili da doppiare, perché non richiedono un’interpretazione complessa del ruolo, lo spettro emozionale è ridotto.
Al livello successivo ci sono i telefilm e le soap opera.
Infine ci sono i film, le grandi produzioni. In questo caso quando doppi non solo devi trasmettere delle emozioni forti, come la rabbia, il pianto, ma devi essere in grado di comunicare delle particolari sfumature. Non si piange mai allo stesso modo ad esempio.

Adesso sono curioso. Come funziona l’iter di pubblicazione di un vostro video? Individuate il film che volete doppiare, la scena e poi il copione?

Diciamo che nel tempo abbiamo affinato la nostra tecnica.
Inizialmente cercavamo di produrre tanti video per avere più materiale possibile, ma era difficile e troppo stressante.
Un processo creativo è per definizione un processo che non deve essere forzato.
A un certo punto ho quindi proposto di concentrarci andando avanti per argomenti.

Voi infatti riprendete parecchi temi di attualità.

Esattamente, era dove volevo arrivare. È molto più facile sfruttare un trend e magari pensare successivamente a una scena, piuttosto che il viceversa.
I video più efficaci hanno tre caratteristiche: il film deve essere famoso, la scena deve essere cult e soprattutto dobbiamo collegare la scena a un argomento che non c’entra niente.

Prendiamo quindi come esempio Harry Potter e il vostro video “Quando torni a scuola”. Voi avete pensato all’argomento, che è tornare a scuola, poi avete pensato a una scena?

Sì, anche se in questo caso il discorso è diverso.
Questo perché Harry Potter è una saga che per antonomasia parla della scuola, quindi siamo partiti avvantaggiati da questo punto di vista.
Tuttavia non è stato apprezzato come altri video. Ciò perché l’argomento è simile a quello del film.
Infatti in altri video, come quello del Signore degli Anelli, dove l’argomento non ha nulla a che vedere con il film, abbiamo ottenuto molto più successo.
La Pasquetta con il Signore degli Anelli non c’entra proprio nulla!

Riassumendo, il trend è essenziale nella buona riuscita di un video? Penso al successo che avete ottenuto con il video sulla mancata partecipazione dell’Italia ai mondiali (mi fa ancora male scriverlo).

Sì. Poi ci sono altri fattori, come il fatto che Gianluca ha un timbro di voce uguale a Di Caprio.

A proposito, Di Caprio è presente nel primo e nella maggior parte dei video. È il tuo attore preferito? Lo è di qualcuno del gruppo?

Diciamo che la sua presenza dipende da Gianluca. Lui è molto ispirato da Di Caprio e si rivede nel suo doppiatore originale, quindi gli piace doppiare quei pezzi.
C’è anche da dire che quasi tutti i film di Di Caprio sono film cult, oltre che facili da parodiare.
Questo perché Di Caprio recita con un’energia e una mimica straordinaria.

Invece qual è il tuo attore preferito?

Il mio attore preferito è Tom Hardy. Ti cito due parti che ha interpretato con i rispettivi film: Bane nel Cavaliere oscuro, il nemico di Di Caprio in The Revenant. Ha recitato anche in Bronson, Una spia non basta, Inception. Quasi mi dimenticavo di Venom, l’ultimo film che abbiamo doppiato.

Il tuo doppiatore preferito chi è?

Ce ne sono tanti… Ti posso dire Massimiliano Manfredi, Gianni Musi, Rodolfo Bianchi, Christian Iansante e Fabio Boccanera che doppia Johnny Depp.

Qualcuno di questi che hai citato ti ha contattato?

No, non ancora, ma credo sia normale. Penso però che abbiano visto i video, alcuni sono diventati virali.

Eccome se sono diventati virali! In soli dieci mesi di attività avete quasi diecimila iscritti su YouTube, più di novantamila persone seguono la vostra pagina Facebook, sono numeri importanti.

Siamo molto soddisfatti di questo, per noi è un orgoglio, considerando che siamo finiti anche in tendenze con il video di Pasquetta. Eravamo quarti per esattezza.

Qual è per te la chiave del vostro successo?

Il successo del canale è stato fare le cose bene con un’idea nuova.
Il successo lo ottieni se sei il primo a fare una cosa o se sei quello che la fa meglio.
Noi i nostri doppiaggi li curiamo molto, specialmente la scrittura delle scene.
Chi guarda i video può pensare che la scena originale del film sia in realtà la nostra e credo sia questo il vero segreto del nostro successo, che ci differenzia da altri canali che si occupano di parodie.
Noi creiamo delle parodie non parodie.

Oltre a questo ho notato che in ogni video trattate di un argomento diverso e lo fate bene, tirando in ballo temi seri e delicati. Gli altri canali non lo fanno, puntano più al far ridere.

A noi piace fregarcene, non siamo politically correct, ci piace dire la nostra.
Questo purtroppo ci hai portato in alcuni casi a delle forti critiche.
Quando abbiamo fatto dei video che trattavano di politica a ridosso delle elezioni abbiamo avuto un grandissimo successo, ma allo stesso tempo molte persone ci hanno insultati, scrivendo cattiverie sui video e sul canale.

Forse nei futuri video è meglio lasciare fuori la politica, per evitare questi episodi.

Non è giusto.
Il problema si è posto perché il video è diventato famoso.
Noi non siamo una pagina politica, ma una pagina umoristica che parla di tutt’altro. Ciò che scriviamo nei video non rispecchia le nostre ideologie, lo facciamo per ridere.
Se dovessi preoccuparmi di scrivere un video perché do fastidio a qualcuno dovrei chiudere il canale.
Bisogna imparare a contestualizzare i contenuti online. Non puoi inacidirti per un video di tre minuti dove dei ragazzi hanno parodiato un episodio.
Basta aprire la nostra pagina per capire chi hai di fronte, ossia degli artisti.

Quando mi hanno chiesto perché ho fatto i video su alcuni partiti piuttosto che su altri ho risposto che non mi è venuto in mente niente sugli altri. La mia risposta è stata schietta e veritiera, non volevo arrampicarmi sugli specchi per giustificarmi.
Abbiamo sempre parlato di tutto sul canale. Escludere la politica perché c’è gente a cui non piace ciò che facciamo non è un problema mio, ma di chi non sa contestualizzare.

È un peccato, perché quella gente seguirebbe il tuo canale se non fosse per quei pochi video.

Lo so, però se dovessi agire come vogliono loro mi sforzerei a produrre dei contenuti per uno scopo che non è il mio. Il mio scopo non è avere del seguito, ma un domani lavorare nel mondo del doppiaggio.

Mi hai dato lo spunto giusto per chiederti qual è il sogno nel cassetto dei Fuori Sync.

Il nostro sogno nel cassetto è entrare nel professionismo. Lo scopo del canale è questo, oltre a far ridere la gente, naturalmente.
Al giorno d’oggi abbiamo tante possibilità per trovare un lavoro, per crearcelo anche. Ci sono più opzioni per arrivare ad un obiettivo ed internet è una buona piazza se riesci a comunicare ciò che vuoi correttamente.

So che tu hai lasciato giurisprudenza per la scuola di doppiaggio. Hai fatto un salto nel buio. Eri già convinto di avere compiuto la scelta giusta?

Ho capito che non avevo ancora molto tempo per inserirmi nel mondo del doppiaggio, che è il mio sogno, per questo ho lasciato giurisprudenza senza rimpianti.
Se devo scegliere fra una cosa che mi piace il giusto e una che mi piace molto, preferisco fare tanti sacrifici per quella che mi piace molto. Un domani posso sempre tornare all’università.
Al momento frequento una scuola di teatro e lavoro la sera in un pub. Tutti i giorni vado a lezione e poi a lavorare.

Quindi a uno che ha una passione che ha paura di coltivare per mille motivi, cosa consigli?

Io consiglio di ascoltare sempre la vocina che hai in testa, altrimenti poi ti perseguita.
Ha smesso di perseguitarmi da quando ho intrapreso questo nuovo percorso.
Mi rendo allo stesso tempo conto che le pressioni sociali sono altissime.
A volte mi chiedono cosa faccio nella vita e rispondo che studio per diventare doppiatore. A quel punto mi chiedono che lavoro vero faccio…

Gli artisti vengono elogiati solo quando sono all’apice della loro scalata. Questo è il marchio della creatività. Il salto nel buio ti dà però il doppio delle soddisfazioni nel tempo. Ricorda che le scelte sono difficili, non hai nessuna sicurezza.

Sì, potresti anche non farcela, ma almeno ci hai provato e non hai rimorsi. Comunque tieni sempre un piano B.

Proprio così, ma il piano B deve diventare la tua ultima scelta.
Il mio piano B è creare un mio studio di registrazione e tenere dei corsi, perché già posso farlo, ma anche tornare all’università.
Mi rendo conto però che i risultati ottenuti in dieci mesi sono incredibili. Un anno fa non ero nessuno, i Fuori Sync. non esistevano ed ora siamo stati invitati al festival nazionale del doppiaggio a Savona. Questa è già un’immensa soddisfazione, considerando oltretutto che facciamo da testimonial all’evento.

Prima di concludere l’intervista ti voglio porre una domanda inerente agli argomenti del mio blog. Qual è la tua serie fantasy, fantascientifica, preferita?

Qua sfondi una porta aperta! Ti dico Assassin’s Creed.
La saga non ti porta a riflettere sulla banale lotta fra il bene e il male, ma tratta di argomenti come il libero arbitrio, attraverso un mondo in cui due fazioni si sfidano per arrivare al medesimo scopo: la pace.
Una afferma che l’uomo è fallace e in quanto tale va controllato, l’altra sostiene che l’uomo deve farsi carico dei propri errori rimanendo libero di sbagliare, acquisendo la conoscenza tramite essi.
Ovviamente sono a favore della seconda fazione.
L’uomo non è perfetto, ma non deve sottomettersi.

E ora l’ultima domanda. Cosa vorresti dire ai tuoi ammiratori?

Ammiratori?

Considerando il successo del canale, i vostri follower li chiamo così!

Sì, hai ragione.
A queste persone voglio anzitutto dire grazie.
Molti quando ottengono successo si scordano come lo hanno ottenuto. I Fuori Sync. non sarebbero niente senza chi ci sostiene.
Ci fa ancora più piacere leggere i commenti e sapere che quello che facciamo strappa un sorriso.
Una volta un ragazzo ha commentato dicendo: “Ragazzi, mi sono spanciato dalle risate e vi ringrazio tanto per i sottotitoli. Io sono sordo e altrimenti non avrei potuto capire nulla di quello che dicevate.”
Quando leggi una cosa del genere ti senti gratificato.

Poi io mi ritaglio sempre del tempo per rispondere ai commenti delle persone. Le domande sono tantissime e cerchiamo di rispondere a tutti.
Ogni volta che lo facciamo, chi ha posto la domanda è incredulo e ci dice che non si sarebbe mai aspettato una nostra risposta, visto che normalmente gli Youtuber non rispondono.
Per me è una cosa banalissima rispondere a una persona che ha impiegato del tempo per farti una domanda.
Allo stesso tempo mi rendo conto che cose così semplici non sono più naturali.

Voi siete un’eccezione perché siete umili nonostante l’immenso successo che avete avuto. Sinceramente non saprei individuare uno Youtuber nato quest’anno, in Italia, che abbia avuto ottenuto i vostri risultati.

Infatti io quello che dico è che senza chi ci segue non saremmo niente e saremo sempre grati a chi lo fa. Non vedo quindi perché non restituire al fan ciò che ti dà.
Mi rivedo anche molto nelle persone che ci scrivono. Anche io scrivevo a degli Youtuber e mi sembravano appartenenti a un mondo che non era il mio. In realtà siamo tutti persone.
Da questo punto di vista non cambierò mai.

Breve commento all’intervista:

Alberto è un mio amico ed ho avuto il privilegio di intervistarlo.
Ci frequentiamo per motivi diversi dal mondo del doppiaggio e mai mi sarei aspettato di intervistare una persona così preparata a riguardo e che sa esprimersi chiaramente come lui.
Molte delle domande che volevo fargli le ho cancellate, perché lui già rispondeva parlandomi di un certo argomento in modo più che esaustivo.
Ho visto una persona sincera che segue i suoi sogni con i piedi per terra, con tanta passione e altrettanta dedizione.
Gli faccio un grosso in bocca al lupo per il canale e per il suo futuro!

mde

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Al prossimo articolo!

 

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